| |
|||
Storia del peperoncino
Il peperoncino arrivò in Europa stivato nelle caravelle di Colombo che tornavano nel vecchio continente. Fino al secolo sedicesimo, nessuno dei grandi popoli della civiltà occidentale aveva mai potuto aromatizzare le sue vivande con l’apporto di questo vegetale allegro, umile, vivificante. Il peperoncino, acutissimo al gusto, apparve subito adatto per conservare e insaporire le vivande. Il successo fu immediato ma non ci furono i risultati economici che si aspettavano. Il peperoncino, facilmente coltivabile dappertutto, si acclimatò benissimo nel vecchio continente, con grande delusione dei Reali di Spagna che videro cadere i loro sogni di prosperosi guadagni. Cosi mentre Spagna, Portogallo, Olanda e Inghilterra litigavano per accaparrarsi le “spezie” vere e proprie, quelle che attecchivano e crescevano solo nei paesi di origine, il peperoncino subisce una sorte diversa e diventa quasi subito la 'droga dei poveri', di tutti quelli che non potevano permettersi le costosissime spezie orientali. Niente business quindi: un destino popolare e demografico che in pochissimo tempo diffonde il peperoncino in tutto il mondo, soprattutto tra le popolazioni povere con regimi alimentari monotoni, carenti di proteine. Col peperoncino i Messicani impararono ad insaporire le tortillas, gli Africani la manioca, gli Asiatici il riso. In Italia, soprattutto i meridionali e in special modo i calabresi hanno reso più vivace e gradevole una cucina povera, vegetariana fatta di ingredienti umili e di pochissima carne. |
|||
Il peperoncino rosso piccante ed i suoi effetti beneficiDescrizione Botanica: Peperoncino rosso (Capsicum annuum).
Appartiene alla famiglia delle Solanacee, come la patata, il pomodoro, il
tabacco. Pianta annuale dal fusto eretto, foglie ovato-lanceolate, fiori
bianchi solitari, frutto oblungo che da verde passa al giallo poi al rosso.
La droga è costituita dal frutto che contiene capsicina, sostanza
oleosa rubefacente, e la capsaicina, responsabile del sapore bruciante. |
|||